Nuova acquisizione: ‘Pasolini e la televisione’, un rapporto impossibile

 

Pasolini contro il potere mediatico

La nuova acquisizione della Bungehuis Pasolini e la televisione , libro curato da Angela Felice, contienecommenti e testimonianze di quanti, a vario titolo, hanno condiviso allora o indagano ora l’eretica intelligenza pasoliniana, gentile e implacabile, a contrasto con la deriva moderna dello sviluppo senza progresso e con la televisione che di quel processo, irreversibile, appare uno dei principali strumenti“.

Pasolini e la televisione costituisce il primo numero della nuova collana Pasolini. Ricerche, che viene edita in collaborazione editoriale e culturale tra la casa editrice Marsilio e il Centro Studi Pasolini di Casarsa e a cui farà seguito nel 2012 un secondo numero, a cura di Stefano Casi, Angela Felice e Gerardo Guccini, con la pubblicazione degli Atti del Convegno 2010 sul tema Pasolini e il teatro.

Nel discorso sviluppato da Pasolini la televisione svolge un ruolo estremamente negativo: lo scrittore non mancò di sottolineare la sua profonda avversione per la il mezzo televisivo, “infinitamente peggiore e più degradante di quanto la più feroce immaginazione potesse supporre”. (Fonte: Pasolini.net)

 Pasolini e la televisione è disponibile nella biblioteca  Bungehuis.

Il Pasolini che si autodefinisce corsaro e luterano, costruendosi un ruolo di personaggio scandaloso, non può che entrare in rotta di collisione con il prevalente conformismo di linguaggi, formati e contenuti della televisione. Se i suoi film sotto forma di appunti lasciano soltanto intravedere le fruttuose potenzialità di una collaborazione (quella che in quegli stessi anni Rossellini riesce a portare avanti con continuità), le presenze di Pasolini in programmi televisivi finiscono per sancire la definitiva impossibilità di questa collaborazione a causa di un limite che agli occhi dello scrittore appare connaturato al mezzo stesso.

La questione emerge con estrema chiarezza in uno dei brani antologizzati da Chiesi-Virgolin, nel quale, invitato da Enzo Biagi e dire ciò che vuole per dimostrargli la libertà di cui sta beneficiando, Pasolini risponde: “Di fronte alla ingenuità o alla sprovvedutezza di certi spettatori io stesso non vorrei dire certe cose. Quindi mi autocensuro. Ma a parte questo, è proprio il medium di massa in sé… nel momento in cui qualcuno ci ascolta nel video ha verso di me un rapporto da inferiore a superiore, che è un rapporto spaventosamente antidemocratico”.

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blog voor de Collectie Romaanse Talen van de Universiteitsbibliotheek van de UvA (universiteit van Amsterdam)
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