“Non scrivo più romanzi perché l’Italia non mi merita”, dice Aldo Busi nell’intervista a Corriere della Sera

Aldo Busi, autore di "Seminario sulla gioventù"

Aldo Busi è uno degli autori più controversi della fiction italiana vigente. E questo è evidente in una  intervista recente pubblicata dal Corriere della Sera.

Busi é rimasto fermo nella convinzione di essere l’unico scrittore italiano del secolo. Su questo non si discute: «Sì, e non solo in Italia, ma è marginale. Non conta niente, uno scrittore non è un artista venduto da Christie’s. Non fa muovere denaro. E poi l’Italia che cosa se ne fa di uno scrittore come me? Niente. Non mi merita. Farebbe di me lo zimbello su cui gettare fango. Ma è un problema loro, non mio. Se mi chiedi se sono meglio di Philip Roth, io ti rispondo di sì, anche di Joseph. Di Nabokov? Sì. Mi sento paritario a Omero, Boccaccio, Ovidio, Catullo. Noi siamo gli scrittori! Ma non importa, perché il primo a essersi dimenticato di me sono io». Non sembra. Riletture dei vecchi libri? «Mi può capitare di trovare un Oscar accanto al water, lo apro e resto stupefatto, non ho la nozione del tempo, mi sembra di averlo scritto stamattina».

Leggi l’intervista completa: Corriere della Sera

 Per richiedere questo libro cliccare qui “Seminario sulla gioventù”

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blog voor de Collectie Romaanse Talen van de Universiteitsbibliotheek van de UvA (universiteit van Amsterdam)
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